Il Mediterraneo di Mimmo Jodice in mostra a Matera 

Dal 7 luglio all’8 novembre 2026 Palazzo Lanfranchi, sede dei Musei Nazionali di Matera, ospita Mimmo Jodice. Mediterraneo. Curata da Carlo Sala, la mostra ripercorre una delle ricerche più note del fotografo, dedicata all’archeologia, al paesaggio e alla memoria del Mediterraneo. È la prima grande mostra monografica istituzionale realizzata dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta nell’ottobre 2025.

Il percorso riunisce 83 opere fotografiche. Il nucleo principale è costituito da 68 stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio, realizzate da Mimmo Jodice tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta e appartenenti alla serie Mediterraneo. Le opere provengono dalla collezione privata “i Cotroneo, Roma” e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Completano la mostra cinque fotografie di grande formato, 140 × 100 centimetri, della serie Danzatrici e una sezione di dieci opere, tra stampe vintage e moderne, provenienti dallo Studio Jodice e dedicate alle ricerche più recenti condotte dal fotografo sugli stessi temi.

Nato a Napoli, nel Rione Sanità, nel 1934, Mimmo Jodice si avvicinò alla fotografia da autodidatta negli anni Cinquanta. Il suo lavoro si sviluppò inizialmente a contatto con l’ambiente artistico napoletano e con alcune delle esperienze più innovative dell’arte contemporanea. A partire dagli anni Sessanta collaborò con artisti come Andy Warhol, Sol LeWitt, Joseph Beuys, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis e Alberto Burri, utilizzando la fotografia anche come terreno di sperimentazione. Dal 1970 insegnò fotografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Negli anni successivi rivolse sempre più la propria attenzione al paesaggio e alla città, interrogandosi sul modo in cui il tempo modifica i luoghi e ne conserva la memoria. Mediterraneo nasce all’interno di questa ricerca.

Le fotografie esposte a Matera sono il risultato dei numerosi viaggi compiuti da Mimmo Jodice nei siti archeologici e nei paesaggi del Mediterraneo. Il punto di partenza è la Campania, terra alla quale rimase sempre profondamente legato, con le immagini di Paestum, Pompei, Cuma e Baia. Lo sguardo si allarga poi alla Grecia, alla Turchia, alla Giordania, alla Tunisia, alla Francia e alla Libia.

In queste fotografie l’antico non viene semplicemente documentato. Statue, rovine e monumenti sono isolati dal contesto in cui si trovano e diventano presenze difficili da collocare in un tempo preciso. Lo stesso accade con il mare, quasi sempre vuoto e privo di riferimenti al presente.

Tra le opere più note figurano le fotografie degli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e quelle dedicate alle Danzatrici conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Attraverso la luce e le ombre, le sculture emergono dall’oscurità e sembrano acquistare una presenza viva. Come scrive il curatore Carlo Sala, «i loro volti si caricano di una umanità palpitante». Lo spettatore non si trova più di fronte a reperti lontani, ma a figure che sembrano esprimere emozioni ancora riconoscibili.

Questo risultato nasceva sia in fase di ripresa sia in camera oscura, dove Mimmo Jodice accentuava i contrasti, rendendo i neri profondi e i bianchi quasi abbaglianti. Per il fotografo la stampa non era quindi un semplice passaggio finale, ma una parte essenziale della costruzione dell’immagine.

In occasione della mostra Marsilio pubblica una nuova edizione ampliata di Mediterraneo, con il progetto grafico di Studio Sonnoli. Il volume riprende il libro edito da Aperture in occasione della mostra presentata al Philadelphia Museum of Art nel 1995 e lo integra con ulteriori opere legate alla serie. La pubblicazione comprende un saggio di Carlo Sala, il testo scritto da Predrag Matvejević per l’edizione originale e un contributo di Salvatore Settis, già apparso nel catalogo della mostra Attesa del 2016 e ora proposto nella sua versione definitiva.

Promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, l’esposizione fa parte del programma di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026. Dopo la tappa di Matera, la mostra sarà presentata al Centre d’Art Moderne di Tétouan, in Marocco, dall’inizio di dicembre 2026 alla metà di febbraio 2027.

Per ulteriori informazioni:

Palazzo Lanfranchi
Piazza G. Pascoli 1, centro storico

Silvia Donà